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SOS Artigiani

04/04/2022 18:54

Sere Rouge

Articoli, Artigiani Social,

SOS Artigiani

Si lo so, è vero, non racconto dei miei pensieri artigiani da un pò e mi dispiace molto…Ma sono pronta a ricominciare, e ho anche deciso di

Si lo so, è vero, non racconto dei miei pensieri artigiani da un pò e mi dispiace molto…
Ma sono pronta a ricominciare, e ho anche deciso di rendervi partecipi del motivo della mia assenza.
Aprile è stato un mese un pò complicato: combo di festività, pranzi, cene, ritorno di amici, parenti, il cambiamento climatico, l’arrivo delle allergie, insomma questo e tanto altro mi hanno risucchiata in un vortice di impegni.
Lo ammetto, non meno di altri periodi, ma questa volta si è aggiuta una cosa..  
La verità è che non ho potuto scrivervi perchè i miei pensieri sono stati bloccati. 
Uso questo termine, perchè rende perfettamente l’idea di come la mia testa, il mio corpo e tutto di me si sia fermato, e questa immobilità mi ha fatto davvero male, mi ha letteralmente buttata giù.
Nessuna voglia di fare, la perdita di ispirazione, la voglia di mollare tutto e andare via, o restare immobili chiusi in casa senza vedere o sentire nessuno, senza uscire o curarmi di me stessa.
Cosa mi ha bloccata?
Bè la colpa è stata di una persona, o forse meglio dire che in fondo è stata colpa mia. 
Una delusione, una grande delusione che ha minato la mia voglia irrefrenabile di vivere le mie passioni, di fare e di creare.
Una persona che mi ha fatto vacillare, come una barca persa in mezzo al mare… E che si è ritrovata a non avere la voglia di salvarsi per tornare a solcare il suo stesso mare.
Vi chiederete chi è questa persona? Un amico, il mio compagno, un componente della mia famiglia? Bè anche, perchè poi nulla arriva da solo, ma il mio SOS è rivolto ad una persona che si è approfittata di me lavorativamente, una persona che ha minato il mio essere artista.
Lo so che il mestiere dell’artista/artigiano non è mai semplice. Veniamo bistrattati da molte persone; molti ci considerano sognatori, ripetono che ciò che facciamo non è un vero lavoro, che dobbiamo cercare un posto fisso, un vero posto di lavoro, che le nostre creazioni può farle anche un bambino, che stiamo solo perdendo tempo e non si può vivere di arte.
Queste e tante affermazioni coloraro spesso la vita di un’artista, almeno la mia, ma questo non mi ha mai bloccata, anzi mi ha sempre dato la carica per mostrare a tutti il contrario.
Questa volta invece si, perchè la persona in questione mi ha illusa, promettendomi di guadagnare  facendo ciò che amo, credendo in me e poi abbandonandomi dopo che ho investito tempo e denaro. Una persona che mi ha proiettato in un futuro prospero, dove la mia arte poteva essere vista da persone importanti, investitori e curatori. Una persona che mi ha riempito la testa di illusioni e promesse, dicendomi che finalmente avrei realizzato i miei progetti.
Ed invece, dopo avermi fatto preparare pannelli a spese mie, avermi fatto girare in lungo e largo per seguirla in incontri futili e inutili e avermi chiesto anche di modificare parte del mio stile, questa persona è sparita nel nulla, senza retribuire il mio tempo, il mio lavoro e senza farmi conoscere il mondo che tanto ha pubblicizzato.
Voglio condividere con voi questo mio pensiero artigianale,perchè siamo una famiglia, una grande famiglia, sia chi fa parte della community ARTigiani Social, sia chi ci segue e basta.
É importante stare attenti, soprattutto quando mostriamo al mondo e condividiamo le nostre creazioni, il nostro lavoro e la nostra creatività.
Avevo impiegato tempo, denaro e tanta tanta energia… Ma ho sbagliato io, ho sbagliato a fidarmi di persone non pure e cristalline, ho sbagliato a non mettere in chiaro le condizioni sin dall’inizio, ho sbagliato a fidarmi ed essere così fregata da chi, sorridendo e riassicurandomi, si è definito amico, complice e ripeteva “credo in te”.
Vi lancio questo messaggio perchè non voglio che capiti a voi, e desidero che un mio errore possa essere d’aiuto per qualcun’altro.
So che può sembrare brutto e drastico da dire, ma dobbiamo imparare a difenderci e per questo dobbiamo anche imporci di diffidare: diffidare di chi dice “inzia il lavoro e ti pago alla consegna” senza tutele, accordi reali o anticipi. Diffidare di chi chiede determinati materiali senza giustificazione, diffidare di chi fornisce dati di consena approssimativi e non verificati, diffidare anche se questa persona è amico, amico di amico, amico di amico di amico…
Non fate in modo che la nostra scintilla creativa,si spenga a causa di persone che pensano solo al guadagno, a sfruttarci, a farsi belli con il nostro lavoro, e raggirarci.
Non si vive di promesse o accordi verbali, si vive sempre e solo di fatti.
E per rispondere anche a quelle splendide persone che, piuttosto che incoraggiarci, non fanno altro che criticare, vi dico che il lavoro vero, come lo definite voi, io l ‘ho cercato (e lo cerco ancora) perchè anche a me, piacerebbe avere quel fisso mensile che ti permette di programmare un futuro meno incerto, creare una famiglia con più tutela, o smettere di pagare l’affitto e comprare la mia casa; ma certamente il nostro amato paese non fiocca di possibilità lavorative, e IO non mi vergogno di  provare nuove strade, investendo su me stessa e ciò che amo fare, anche non diventando ricca.
Tuttavia, non sono quì per un comizio sulla situazione lavorativa in Italia, e non mi va, tanto meno, di occupare ancora e ancora la mia mente con questi pensieri negativi.
Vi scrivo, e lancio questo SOS, perchè mi hanno presa in giro, mi hanno promesso un guadagno che non è mai arrivato, e mi hanno fatto lavorare per poi sparire nel nulla, prima di pagarmi.
Quindi diffidiamo ma non buttiamoci mai giù, perchè poi, quando meno te lo aspetti, la vita ti restituisce quello che ti hanno tolto, e dal nulla arriva la richiesta di una nuova commissione, un lavoro personale, di una persona speciale che mi ha chiesto di tradurre il suo amore per la musica attraverso i miei colori. 
Ed ecco che posso ricominciare, la mia mente si riaccende e ricominci a vedere il mio mondo, e questa volta il mio lavoro avrà in sottofondo Sergey Rachmaninoff, il mio prossimo soggetto.

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